Le cause e i sintomi dello scompenso cardiaco

redazione | Scompenso Cardiaco

Sebbene più diffuso negli anziani, lo scompenso cardiaco può manifestarsi anche nei giovani. Infarto, pressione alta e altra malattie cardiovascolari sono le cause più frequenti


Lo scompenso cardiaco può manifestarsi a qualsiasi età come evoluzione di altre malattie cardiovascolari. Le cause più frequenti sono un infarto del miocardio (in cui la cicatrice dell’evento ischemico impedisce una contrazione efficiente), l’ipertensione arteriosa non controllata, patologie coronariche come l’angina instabile, malattie del miocardio, disfunzioni delle valvole cardiache, diabete e difetti congeniti. Lo stile di vita ha un ruolo importante: tra i fattori di rischio ci sono il fumo, l’alcol e la sedentarietà.

La diagnosi precoce è spesso difficile, anche perché nella sua fase iniziale i pazienti possono essere asintomatici o presentare sintomi lievi, non specifici. Nelle fasi via via più avanzate, i sintomi “sentinella” sono spossatezza, dispnea (mancanza di fiato), gonfiore alle caviglie, addome gonfio o dolente, tosse, confusione, capogiri e problemi di memoria. L’incapacità del cuore di pompare bene il sangue, infatti, causa ritenzione e accumulo dei liquidi nei polmoni, nell’addome e nelle gambe che possono portare a congestione polmonare ed edema periferico. Allo stesso tempo, la scarsa irrorazione è responsabile della stanchezza. Una persona su tre confonde i sintomi con i normali segnali dell’invecchiamento e meno di una persona su 10 è in grado di riconoscerne almeno uno tra i più comuni. Con l’aggravarsi della patologia, tosse, dispnea e gonfiore possono rendere difficile anche lo svolgimento di semplici attività come camminare e persino sdraiarsi.

Gli stadi della malattia

In base alla gravità dei sintomi e delle limitazioni durante lo svolgimento di attività fisica, lo scompenso cardiaco viene suddiviso in 4 classi9. Nella classe I la persona è asintomatica e l’attività fisica si svolge senza alcuna limitazione. Nella classe II si presentano lievi limitazioni dell’attività fisica, come salire le scale, con senso di stanchezza e fiato corto. Nella classe III, anche la minima attività fisica provoca difficoltà respiratorie e spossatezza. Nella classe IV, la più avanzata, il paziente non riesce a svolgere alcuna attività senza disturbi: anche a riposo, infatti, si manifestano astenia e affanno.

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