Che cos’è lo scompenso cardiaco?

Cuore graficoGiuliano | Scompenso Cardiaco

Chi ha il “cuore stanco” vive in una condizione caratterizzata da una serie di sintomi causati dalla ridottà capacità di contrarsi del muscolo cardiaco. In Italia sono oltre 1 milione di persone


Lo scompenso cardiaco, o insufficienza cardiaca – chiamata anche malattia del “cuore stanco” – è una condizione molto complessa, progressiva e spesso “silenziosa”, caratterizzata dall’incapacità del cuore di contrarsi (sistole) e/o di rilasciarsi (diastole) efficacemente e di fare arrivare il giusto apporto di sangue a tutto il corpo. Generalmente si sviluppa a seguito di altre patologie cardiovascolari che rendono il muscolo cardiaco più debole e “rigido”.

Ci sono due principali tipologie di scompenso cardiaco: quello acuto, in cui i sintomi insorgono e si aggravano molto rapidamente e che necessita di un ricovero ospedaliero urgente, e quello cronico, più comune, in cui si verifica un graduale declino della funzionalità cardiaca, con sintomi che tendono a manifestarsi e aggravarsi nel tempo. In entrambi i casi, lo scompenso cardiaco ha un forte impatto sulla qualità di vita, con morbilità e mortalità elevate.

I numeri dello scompenso cardiaco


Il numero di persone con scompenso cardiaco è in costante crescita, conseguenza dell’aumento dell’età media della popolazione, e si stima che circa una persona su 5 ne soffrirà nel corso della vita. Nel mondo Occidentale la sua prevalenza media è dell’1-2%, ma aumenta di circa il 2% ogni decade di età fino a superare il 10% nelle persone con più di 70 anni; per quanto riguarda l’incidenza, invece, si stima colpisca ogni anno tra 5 e 10 persone ogni mille, e negli over 65 è la prima causa di ricovero ospedaliero.

In Italia i pazienti con scompenso cardiaco sono circa un milione (l’1,7% della popolazione), con un’incidenza di 90.000 nuovi casi l’anno. La frequenza è maggiore tra gli uomini rispetto alle donne (rispettivamente di 15 e 12 casi su mille), ma questo andamento si inverte tra i 70 e gli 80 anni.

Lo stadio avanzato dello scompenso cardiaco è una delle prime cause di morte: gli studi riportano una mortalità del 17-45% entro un anno dal ricovero ospedaliero; in media, a livello internazionale, circa il 40% dei pazienti muore entro 5 anni dalla diagnosi.

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