Come funziona un dispositivo VAD

redazione | Scompenso Cardiaco

Un aiuto per il cuore quando è troppo stanco e non riesce più a pompare il sangue in maniera adeguata, il VAD si impianta nei ventricoli, di solito il sinistro


Il VAD (acronimo di Ventricular Assist Device) è un dispositivo meccanico che aiuta il cuore quando non è più in grado di assolvere alla sua funzione. È, cioè, una pompa artificiale che viene completamente impiantata nei ventricoli (ad eccezione del piccolo sistema di alimentazione esterno) con un intervento chirurgico. Si utilizza nei pazienti con scompenso cardiaco acuto o cronico molto grave, i cui sintomi non migliorano con i farmaci né con i trattamenti tradizionali, che sono in attesa di un trapianto di cuore o che, per motivi di salute generale, non sono eleggibili per il trapianto.

Poiché l’insufficienza ventricolare sinistra è la principale causa di insufficienza cardiaca grave, nella maggior parte dei casi il dispositivo VAD viene impiantato nel ventricolo sinistro (LVAD – Dispositivo di Assistenza Ventricolare Sinistra, dove L sta per left), ma può essere impiantato anche in quello destro (RVAD, dove R sta per right) o in entrambi (BVAD, dove B sta per biventricular). Grazie al continuo miglioramento della tecnologia, della selezione dei pazienti e delle cure post-operatorie, l‘impianto di VAD di ultima generazione (la terza) è oggi considerato un’alternativa valida al trapianto di cuore.

L’efficacia di LVAD

L’efficacia di un dispositivo LVAD di terza generazione nel ripristinare il corretto flusso di sangue e nel migliorare in modo significativo sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei pazienti nel lungo tempo è dimostrata in studi clinici e da dati real life. Lo studio clinico MOMENTUM 3 – la più grande sperimentazione randomizzata e controllata condotta a oggi su LVAD, che ha coinvolto 69 centri statunitensi e oltre mille pazienti trattati con un dispositivo di terza generazione – pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato una sopravvivenza a due anni dall’impianto dell’83%, e del 76% senza eventi avversi. Significativo anche l’aumento della capacità funzionale: il 79% dei pazienti è passato da una classe III o IV a una classe I o II, è cioè migliorata significativamente la loro capacità di svolgere le attività quotidiane. Inoltre, in media è raddoppiato il tragitto che i pazienti riescono a percorrere in 6 minuti (un test standard per misurare la capacità di eseguire le attività fisiche giornaliere), da 154 metri a 308. Contemporaneamente, la qualità di vita è aumentata di 30 punti nella scala del Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (il punteggio è passato da 39 a 69).
Gli eventi avversi gravi più frequenti sono la trombosi, gli ictus e le emorragie. Nello studio MOMENTUM 3 è stato osservato un alto profilo di sicurezza, con una percentuale di ictus del 10% e appena l’1% di trombosi.

Dati real world

I dati che vengono dalla pratica clinica, i cosiddetti dati real world, confermano i risultati degli studi clinici. Lo scorso anno è stata pubblicata un’analisi dei dati sull’utilizzo del dispositivo LVAD di terza generazione raccolti nel registro ELEVATE, che riguardano 540 pazienti trattati in 26 centri tra il 2015 e il 2017 (età media di 55,6 anni, per l’89% uomini). A distanza di due anni, nei 463 pazienti con un impianto primario di LVAD, la sopravvivenza è stata dell’84%, il percorso in 6 minuti è aumentato di 350 metri e la qualità di vita ha raggiunto un punteggio di 67 nella scala EQ5D. Anche nella pratica clinica, quindi, sono stati ottenuti sia un’elevata sopravvivenza con un basso tasso di eventi avversi e una ridotta incidenza di trombosi venosa, sia un aumento della capacità funzionale delle persone con scompenso cardiaco grave.

La chirugia

L’intervento chirurgico per posizionare un LVAD si esegue “a cuore aperto”. Il dispositivo viene fissato al ventricolo sinistro, la principale pompa del cuore, e collegato all’aorta, il grande vaso sanguigno che trasporta il sangue dal cuore al resto del corpo. Il cavo di alimentazione viene fatto passare attraverso la cute e collegato a un piccolo monitor e a un alimentatore. Dopo l’intervento, la degenza ospedaliera dura da due a quattro settimane.

Rapporto costo/efficacia

Si stima che il costo di un paziente che abbia avuto un ricovero per scompenso cardiaco sia di 7.500 euro l’anno, circa il triplo di una persona (a parità di età) non scompensata (spesa per la prima ospedalizzazione esclusa). Il costo maggiore (76%) è dovuto alle ospedalizzazioni. Già nel 2012, una analisi aveva riportato un aumento significativo del rapporto costo-efficacia degli impianti di LVAD di seconda generazione rispetto a quelli di prima generazione, con un miglioramento dell’ICER (Incremental cost-effectiveness ratio, l’indice che mostra il tasso incrementale di costo efficacia) per anni di vita e di QALY (Quality Adjusted Life Years, un indice che valuta durata e qualità di vita), lasciando ipotizzare che i progressi tecnologici e dei criteri di selezione avrebbero portato gli impianti di LVAD ad essere l’opzione di trattamento economicamente più efficace per pazienti selezionati. Lo studio MOMENTUM 3 ha confermato il trend: l’analisi di costo-efficacia mostra che il ricorso al dispositivo LVAD di terza generazione comporta una diminuzione dei ricoveri e dei costi rispetto a pazienti trattati con dispositivi di seconda generazione. In particolare, si è osservata una riduzione del 51% del costo medio annuo per paziente e di 8,3 giorni annui di ricovero per paziente. I risparmi sono stati simili sia nei pazienti in attesa di trapianto (risparmio medio di 39.773 dollari per paziente) sia in quelli con impianto definitivo (risparmio medio di 38.989 dollari per paziente).

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